Taglio del nastro nel Padiglione 2 con Sammartino e il presidente veneto Stefani. 28 cantine biologiche, i Consorzi Etna DOC e Assovini Sicilia in vetrina
Dal cuore del Mediterraneo alle rotte globali del vino. La Sicilia ha aperto il Vinitaly 2026 con il taglio del nastro nel Padiglione 2, lunedì 13 aprile, in una cerimonia che ha sancito non solo la presenza dell’isola tra i protagonisti dell’export italiano, ma anche un’alleanza strategica con il Veneto per affrontare insieme un contesto geopolitico sempre più complesso.
Il padiglione ospita 164 cantine siciliane — 28 delle quali specializzate in produzione biologica — e riunisce le realtà di Assovini Sicilia, dei Consorzi Providi, Vitesi, Autonomi e dell’Etna DOC. Un concentrato di qualità e identità che il presidente di Veronafiere Federico Bricolo ha voluto sottolineare con parole nette: “C’è stato un trend di crescita costante negli anni, dovuto a un’attività di promozione di altissimo livello. Complimenti per l’attività di produzione che state facendo: le nostre eccellenze sono uniche e rappresentano il nostro Paese in tutto il mondo.”
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il commissario IRVO Giusi Mistretta, il direttore generale IRVO Vito Bentivegna, il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Fulvio Bellomo, il commissario del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale Baldo Giarraputo e l’on. Giuseppe Laccoto.
“Sicilia e Veneto condividono la leadership nell’export della produzione primaria vitivinicola italiana — ha evidenziato Sammartino —. Sono due produzioni eroiche: raccontiamo quell’Italia che ce la fa, che riesce a mettere insieme saperi e sapori facendo redditività sul territorio. In un momento storico complicato per la geopolitica, soltanto insieme possiamo superare le sfide.”
Il presidente Stefani ha richiamato la tradizione della “Serenissima” come modello di dialogo e scambio: “Intendiamo creare ponti tra realtà diverse. Sappiamo che la congiuntura internazionale provoca rallentamenti, ma dove c’è qualità, identità, storia e tradizione abbiamo dimostrato di saper superare anche i problemi legati ai dazi.”
Il programma della giornata prevede alle 15 il focus “Comunicare il vino oggi: nuovi linguaggi e nuove percezioni del valore”, alle 16 il convegno IRVO su dati, sperimentazione e qualità del comparto siciliano, e alle 17.30 l’inaugurazione della mostra dell’Assessorato ai Beni Culturali “Millenni di storia e di vino. Rotte della memoria nel Mediterraneo.”